Regione autonoma Valle d’Aosta | 27 Aprile 2026
Il Giro d’Italia in Valle d’Aosta
Foto: Archivio Regione Valle d'Aosta
Il 23 maggio il Giro d’Italia torna in Valle d’Aosta, con una frazione interamente all’interno della Regione più alta d’Italia.
Aosta, 27 aprile 2026 – Una delle tappe dal più alto tasso di spettacolarità del prossimo Giro d’Italia 2026 si svolgerà interamente all’interno della Regione Valle d’Aosta: si tratta dell’Aosta–Pila, quattordicesima tappa della Corsa Rosa, in programma sabato 23 maggio. 133 km distribuiti su oltre 4.400 m di dislivello che porteranno lungo le strade della regione più alta d’Italia l’élite del ciclismo mondiale. E, come di consueto quando passa il Giro, migliaia di persone potranno godersi da bordo strada una grande giornata di festa e di sport.
Anche le centinaia di milioni di tifosi che da tutto il mondo seguiranno in TV la tappa, tuttavia, avranno la possibilità di ammirare, oltre alle gesta dei propri campioni, le meraviglie naturalistiche, architettoniche e culturali che costelleranno l’intero percorso.
Dalle mura romane di Aosta, quella Augusta Prætoria fondata da Ottaviano Augusto una volta strappata la regione ai Salassi, si raggiungono i 1800 m di quota di Pila, rinomata stazione sciistica collegata al capoluogo da una cabinovia che per l’occasione resterà attiva tutto il giorno.
Ma non ditelo ai ciclisti in gara!
Prima di poter raggiungere il traguardo, infatti, le 23 squadre dovranno affrontare un percorso estremamente impegnativo e spettacolare: cinque Gran Premi della Montagna (GPM), di cui tre di Prima Categoria, intervallati da tanta discesa e pochissima pianura. Del resto, da una regione che ha due terzi del territorio al di sopra dei 2600 m di quota, non ci si poteva aspettare nulla di diverso.
5 GPM, 5 curiosità: viaggio nella tappa valdostana
GPM 1 — Saint-Barthélemy (1ª Categoria) Pronti, via! La tappa si apre subito con i muscoli in fiamme: è Saint-Barthélemy la prima ascesa di giornata, lunga e impegnativa, che porta i corridori verso uno dei luoghi più affascinanti della regione. Lassù, tra pascoli e silenzi d’alta quota, si trova l’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta: uno dei siti di osservazione stellare più attrezzati delle Alpi, dove il cielo notturno — lontano dall’inquinamento luminoso delle città — rivela la Via Lattea a occhio nudo.
15,8 km al 6,5% di pendenza media, con picchi del 13%: su questa salita, dove più di un ciclista vedrà le stelle, probabilmente non si capirà chi vincerà la tappa, ma sicuramente chi non la vincerà.
GPM 2 — Doues/Valpelline (3ª Categoria) Dopo una discesa veloce e tecnica di quasi 20 km, la corsa risale la Valpelline, una delle valli laterali più sincere della regione. Non un’ascesa impegnativa, ma una montagna che sa ancora di montagna: pascoli estesi, alpeggi silenziosi, aria che profuma di erba e di latte. È la patria per eccellenza della Fontina DOP, formaggio a base di latte crudo e intero, prodotto esclusivamente in Valle d’Aosta, stagionato nelle grotte alpine ad almeno 1.000 metri di quota. Ogni forma racconta settimane di cure quotidiane e secoli di tradizione casearia. E, a proposito di profumo, da queste parti hanno inventato la famosa Seupa Vapelenentse: una zuppa di pane, cavolo e fontina. Più montagna di così…
La salita di Doues è la meno dura della giornata, ma dopo la Valpelline le gambe iniziano a sentire il peso dell’avventura.
GPM3 — Lin Noir (1ª Categoria) Ridiscesi verso Aosta, la corsa riparte subito verso il terzo GPM, di Prima Categoria. La salita di Lin Noir è letteralmente la città di Aosta vista dall’alto, in diretta. Si parte dal fondovalle, si imbocca la strada per Arpuilles e ci si inerpica sul versante settentrionale della conca, e in pochi chilometri Aosta si trasforma in un plastico romano ai propri piedi — le mura, il teatro, la scacchiera delle strade augustee, tutto leggibile dall’alto come su una mappa. Quella strada non è casuale: è la Strada dei Salassi, tracciata migliaia di anni fa da quel popolo celtico-ligure che controllava questi versanti prima che i Romani li sconfiggessero e fondassero proprio lì sotto la loro Augusta Prætoria. I corridori scalano letteralmente la strada dei “vinti”, mentre ai loro piedi brilla la città dei vincitori.
Non una lunga salita, quella di Lin Noir, ma una di quelle che fanno male: 7 km all’8% di media.
GPM 4 — Verrogne (2ª Categoria) Separato da Lin Noir da una brevissima discesa, il GPM di Verrogne porta i corridori in uno dei borghi più silenziosi e intatti della Valle. Mulini, forni comunitari, case in pietra grigia: Verrogne racconta una montagna che non ha perso la memoria di sé.
Dopo aver scollinato, mentre gli atleti saranno impegnati in una discesa tutt’altro che banale, i tifosi potranno togliere gli occhi dalla corsa per godersi una vera masterclass di paesaggio valdostano: da Saint-Nicolas, un “balcone” da cui si apre un panorama che abbraccia parte della valle centrale , regalando una vista a ventaglio dal Mont Emilius al ghiacciaio del Rutor, fino all’infilata di castelli che testimoniano, in minima parte, il soprannome vantato dalla regione di Valle dei Cento Castelli. Il Castello di Saint-Pierre, riconoscibile per le quattro torrette ottocentesche agli angoli del Mastio e per la posizione arroccata su uno sperone di roccia marmorea, ospita oggi il Museo Regionale di Scienze Naturali; più austero e medievale appare il profilo del vicino Castello Sarriod de La Tour. Prima dell’ultima ascesa, c’è ancora spazio per la meraviglia del Castello di Aymavilles, gioiello barocco che svetta tra gli ordinati filari di pregiati vini valdostani. Ma per godersi tutto questo, gli atleti avranno ben poco tempo.
GPM 5 — Pila/Gressan (1ª Categoria) — Arrivo. L’ultima salita è quella che decide tutto. La scalata verso Pila, versante Gressan, è spietata: pendenze attorno al 9%, con punte all’11% negli ultimi 3 km. Un rettilineo finale di 100 metri, sempre in salita, su asfalto largo 7 metri. Ma chi arriva lassù — corridore, tifoso o semplice viaggiatore — trova qualcosa che vale bene tutta la fatica: Pila è una terrazza naturale a 1.800 metri affacciata sull’intera conca di Aosta, con Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso che si dispiegano all’orizzonte come un anfiteatro. La Stella di Pila, a 2.723 metri raggiungibile in telecabina, offre una vista a 360° sulle vette più alte delle Alpi. Il giorno della tappa, come anticipato, gli impianti resteranno aperti per tutti, meno che per i ciclisti in gara, naturalmente! Del resto, hanno voluto la bicicletta!
Un invito a tornare
Quella del 23 maggio non sarà solo una tappa del Giro d’Italia. Sarà un racconto della Valle d’Aosta vista dall’interno, attraverso le sue strade, i suoi paesaggi, le sue storie. Per chi la seguirà da bordo strada o dalla televisione, sarà un’anteprima. Il resto — i sapori, i silenzi, le stelle di Saint-Barthélemy — aspetta di essere scoperto dal vivo.
A chiunque cerchi dove alloggiare in Valle d’Aosta, il portale Booking Valle d’Aosta – lo strumento per la prenotazione dei soggiorni gestito direttamente dall’Ufficio regionale del Turismo – offre l’elenco delle strutture ricettive della Valle d’Aosta (alberghi, RTA, B&B, agriturismi e appartamenti), con la possibilità di prenotare direttamente online senza intermediari e senza alcun costo di prenotazione, selezionando in base al comprensorio o al tipo di esperienza desiderata.
