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VIAGGIGIOVANI.IT | 16 Luglio 2026

Il privilegio del vuoto: Namibia, Tunisia ed Eritrea secondo Viaggigiovani.it e Viaggia con Carlo

Trento, 16 luglio 2026. Poter scegliere dove sparire per un po’ è già, di per sé, un privilegio. Non tutti hanno la possibilità di sottrarsi al rumore del mondo scegliendo con precisione il luogo in cui farlo: un deserto, un altopiano, un arcipelago dimenticato dalle rotte turistiche. È da qui che partono gli itinerari di Viaggigiovani.it e della sua anima outdoor Viaggia con Carlo: non dalla ricerca di un generico “distacco dalla tecnologia”, che ne è semmai la conseguenza più naturale, ma dalla costruzione di un isolamento geografico voluto, calcolato, scelto una tappa alla volta. Il telefono smette di prendere campo non per regola, ma per geografia.

In Namibia il vuoto ha la forma di un orizzonte che non finisce mai. Le dune rosse del Kalahari e di Sossusvlei, tra le più antiche del pianeta, si attraversano a piedi in un silenzio che azzera ogni riferimento al tempo ordinario. Più a nord, le piste sterrate del Damaraland si inoltrano tra monoliti di granito in un territorio arido e quasi disabitato, dove gli incontri più frequenti sono quelli con gli animali del Parco Etosha, non con altri viaggiatori.

Le disponibilità dei viaggi in Namibia:
Namibia in Lodge
Namibia Original

In Tunisia l’isolamento passa dal deserto alla convivialità. Una notte nel Sahara, raggiunta lasciando la strada battuta per un campo tendato tra le dune, si chiude attorno al fuoco, tra musica tradizionale e un cielo senza luci artificiali. A Matmata, i viaggiatori pranzano in una casa berbera scavata nella roccia, ospiti per qualche ora di ritmi domestici che si tramandano da secoli. Nelle oasi montane di Chebika, Tamerza e Mides, sospese tra le rocce, l’impressione è quella di un tempo rimasto fermo.

Le disponibilità dei viaggi in Tunisia:
Tour Tunisia Original

In Eritrea, infine, l’isolamento si fa insulare. Le isole Dahlak, nel Mar Rosso, si raggiungono in barca per allestire campi mobili su spiagge senza alcuna infrastruttura turistica: solo acque coralline e notti al fuoco. Il contatto umano si riduce a poche occasioni, come la visita a un villaggio di pescatori, mentre negli altipiani rurali, tra i mercati di Keren e i sentieri verso Halibmental, la vita locale continua a scorrere senza essere messa in scena.

Tre geografie diverse, un’unica intenzione: restituire al viaggio la sua funzione più antica, quella di portare altrove non solo il corpo ma anche l’attenzione. Un pranzo sottoterra con una famiglia berbera o una conversazione con un pescatore del Mar Rosso non si replicano a distanza, né si raccontano davvero attraverso uno schermo. Restano un’esperienza che si può solo attraversare di persona — e che resta accessibile a chi ha la possibilità, non scontata, di viaggiare fin dove decide di arrivare.

Le diponibilità del tour: Viaggio Eritrea e Isole Dahlak

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