Regione autonoma Valle d’Aosta | 28 Settembre 2026
Valle d’Aosta, battito animale
Foto: Archivio fotografico della Regione Valle d'Aosta
Dall’osservazione della fauna selvatica ai compagni di cammino, l’autunno cambia il modo di vivere la montagna: cinque esperienze restituiscono la dimensione animale della Valle d’Aosta
Aosta, settembre 2026 – D’inverno si cerca la discesa, d’estate si insegue la quota. Sci e snowboard scandiscono i mesi della neve; poi vengono i rifugi da raggiungere, le traversate in mountain bike, le giornate lunghe da sfruttare fino all’ultimo sentiero.
L’autunno cambia il passo della montagna. Le presenze umane si diradano, i sentieri ritrovano silenzio e anche le quote assumono un significato diverso: il bosco, il pascolo, la mulattiera tornano a essere ciò che sono sempre stati, e non solo infrastrutture del tempo libero di chi vive altrove. Intanto, il paesaggio cambia colore. Larici, faggi e aceri accendono i versanti di giallo, rame e rosso, invitando a fermarsi un po’ più a lungo e a osservarla da sotto, la montagna, senza cercare per forza la vista da cartolina. A guardare meglio, a prestare attenzione a un movimento tra gli alberi, a una traccia sul terreno, a qualcosa che attraversa il cielo.
È anche il momento in cui la montagna lascia più spazio a chi la abita tutto l’anno. Gli animali tornano più chiaramente al centro del paesaggio e, per chi sceglie la Valle d’Aosta in questa stagione, possono diventare i veri motivi del viaggio.
La Valle d’Aosta vista in sella
Cambiare punto di vista, qualche volta, significa semplicemente salire in sella. Le passeggiate a cavallo permettono di percorrere sentieri, poderali, boschi e piccoli nuclei rurali con un ritmo diverso da quello dell’escursionismo tradizionale. A Vetan, sopra Saint-Pierre, per esempio, il Centro di turismo equestre La Granzetta propone itinerari che vanno dalle prime esperienze alle uscite di più ore, attraversando la conca affacciata sulle valli di Cogne, Valsavarenche, Rhêmes e Valgrisenche. Il centro è aperto durante tutto l’anno e l’azienda agricola ospita, oltre ai cavalli, anche asini e muli.
Più che una semplice attività sportiva, l’equitazione diventa così un modo per entrare nel paesaggio senza interromperne il ritmo, seguendo strade poderali e percorsi che per secoli sono stati utilizzati proprio dagli animali e dagli uomini della montagna.
Con asini e muli, la lentezza diventa parte del viaggio
Se il cavallo invita a cambiare prospettiva, asini e muli insegnano soprattutto un’altra cosa: andare piano. In Valpelline, per esempio, Esprisarvadzo propone trekking accompagnati dagli asini, utilizzati anche per il trasporto degli zaini, lungo percorsi che attraversano paesi, ru, gli antichi canali irrigui scavati a mano, aziende agricole, cantine e testimonianze della vita rurale. Il Gran Tour della Valpelline è concepito proprio come un viaggio a tappe nel territorio, con gli animali al seguito.
Il mulo e l’asino non sono una curiosità aggiunta al trekking, ma riportano il cammino a una dimensione antica della montagna, quando trasportare merci, viveri e attrezzature lungo i sentieri faceva parte della quotidianità. Non per nulla, del resto, si chiamano mulattiere.
Un safari, ma sulle Alpi
Per partecipare a un safari, in Valle d’Aosta, non servono jeep né savane. In Valsavarenche, nel Parco Nazionale Gran Paradiso, il Safari Alpino® porta piccoli gruppi a piedi alla ricerca degli animali selvatici nel loro ambiente naturale: stambecchi, camosci, aquile reali e gipeti, osservati con l’accompagnamento delle Guide del Parco. Per il 2026 NaturAlp propone l’attività fino al 31 ottobre.
Ed è forse proprio l’autunno il momento in cui la parola “safari” assume qui il significato più interessante. Nel Parco i boschi cambiano colore e per camosci e stambecchi si avvicina la stagione riproduttiva: la natura non è uno scenario da attraversare, ma qualcosa da leggere attraverso movimenti, tracce, richiami e attese. Nessun recinto, dunque, e nessuna garanzia di incontro: parte dell’esperienza consiste proprio nell’imparare a cercare.
A Montjovet, invece, si passeggia con gli alpaca
Il ritmo cambia ancora sulle alture di Montjovet, dove Alpaca Sapé alleva questi animali originari delle Ande da oltre vent’anni. Qui è possibile partire per una passeggiata semplice nei dintorni dell’allevamento, tra prati, boschi e sentieri della bassa Valle, conducendo l’alpaca e imparando nel frattempo a conoscerne comportamento e caratteristiche. L’esperienza dura all’incirca un’ora e mezza di cammino e permette anche di incontrare il resto del branco.
L’allevamento permette, inoltre, di scoprire anche il valore della fibra di alpaca, apprezzata per morbidezza e capacità termica e naturalmente disponibile in numerose sfumature. Dalla cura degli animali alla raccolta e alla lavorazione della fibra, fino alla produzione di filati e manufatti, l’esperienza restituisce così una dimensione più completa dell’allevamento: non soltanto un incontro ravvicinato con l’animale, ma la scoperta di una piccola filiera che nasce dal branco e prosegue nel lavoro artigianale.
Il cielo sul guanto: falconiere per un giorno
A Gignod, alle porte di Aosta, il rapporto con gli animali passa invece attraverso il cielo. L’esperienza Falconiere per un giorno comincia imparando a conoscere i rapaci e il modo corretto di avvicinarli, per poi indossare il tradizionale guanto e partire per una passeggiata nei boschi accompagnati dal falconiere. Tra gli animali presenti figurano poiana di Harris, barbagianni, e gufo delle nevi; durante il percorso è possibile osservare il rapace in volo e scoprirne da vicino comportamento e abitudini. L’esperienza dura complessivamente circa quattro ore ed è proposta durante tutto l’anno.
In autunno, insomma, la Valle d’Aosta cambia ritmo e chiede di fare altrettanto. Meno velocità, meno fretta di arrivare, più attenzione a ciò che si muove accanto, sopra o davanti a noi. Che sia il passo di un cavallo, la pazienza di un asino, la presenza discreta di uno stambecco o il volo improvviso di un rapace, sono gli animali a ricordare che la montagna non è soltanto uno spazio da attraversare, ma un ambiente da condividere.
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