Ente Sloveno per il Turismo | 20 Ottobre 2026
Stiria slovena: miglior regione vitivinicola d’Europa 2027
Un anno dopo il conferimento del premio di Miglior Capitale Europea del vino alla città di Maribor, European Best Destinations premia ancora la Štajerska, regione a Nord-Est della Slovenia, con il riconoscimento di European Best Wine Region 2027.
Milano, ottobre 2026 – Si dice che, più di duecento anni fa, quando i soldati di Napoleone attraversavano la Slovenia orientale fossero soliti complimentarsi con gli osti del Paese per l’ottimo vino che veniva loro offerto: “C’est si bon”, esclamavano i francesi; Šipon, intesero gli sloveni. Secondo la leggenda, sarebbe nato così il nome locale del Furmint, uno dei vitigni più rappresentativi della regione.
Che l’etimologia sia corretta o meno, la Slovenia orientale continua a conquistare estimatori anche oltre i propri confini. L’ultimo capitolo di questa storia è il riconoscimento di Miglior Regione Vitivinicola d’Europa 2027, conferito da European Best Destinations alla Štajerska, la Stiria slovena. Il premio, consegnato il 1° ottobre a Maribor, segue il titolo di European Best Wine Capital 2026 già assegnato alla città.
La selezione ha preso in esame oltre 90 territori vitivinicoli europei, individuando una classifica finale di dodici regioni. La Štajerska si è collocata al primo posto con 19,5 punti su 20. A orientare la valutazione, insieme al patrimonio enologico e alla varietà dei vini, sono stati le cantine e gli itinerari di visita, il paesaggio, le attività all’aperto, la gastronomia, l’ospitalità, la sostenibilità e l’accessibilità. Il riconoscimento riguarda dunque anche il modo in cui il territorio si lascia conoscere da chi viaggia.
Maribor e Ptuj: città del vino e vini di città
A Maribor, il rapporto con la vite comincia nel quartiere di Lent, sulle rive della Drava. Qui cresce Stara trta, che da oltre 450 anni continua a dare frutto: è riconosciuta dal Guinness dei Primati come la vite più antica al mondo ancora produttiva. La casa sulla cui facciata si arrampicano i suoi tralci ospita un museo e uno spazio di degustazione, dove conoscere i vini dei produttori del territorio.
Il percorso prosegue sotto le strade del centro, nelle cantine storiche della città, oppure sulle colline circostanti, dove i vigneti cominciano a poca distanza dagli ultimi edifici. Si può così alternare una visita urbana a una degustazione in tenuta, senza dover scegliere tra città e campagna.
A Ptuj, un’altra testimonianza della storia vitivinicola slovena è custodita nella cantina cittadina: Zlata trta, annata 1917, il più antico vino d’archivio conservato in Slovenia. Una bottiglia che aggiunge un motivo di visita alle vie e alle piazze del centro storico, facendo della città una tappa anche per chi vuole approfondire la cultura del vino della regione.
Tra i terrazzamenti di Jeruzalem e le vigne di Haloze
Fuori città, il paesaggio cambia da una zona all’altra. Sulle colline di Ljutomer e Ormož, nella destinazione Jeruzalem Slovenija, i vigneti terrazzati trovano condizioni particolarmente favorevoli alle varietà bianche, a cominciare proprio dallo Šipon: pendii esposti al sole, influenze calde della pianura pannonica e notti fresche contribuiscono al carattere dei vini. Nelle Haloze, invece, le vigne occupano alcuni dei versanti più ripidi della regione. Sono terreni impegnativi, sui quali il lavoro dei viticoltori ha modellato il paesaggio nel corso delle generazioni. A Špičnik, una strada disegna tra i filari la celebre curva a forma di cuore, diventata una delle immagini più riconoscibili della Stiria slovena.
Ad accompagnare il viaggio c’è anche il suono del klopotec, il tradizionale dispositivo in legno che, azionato dal vento, tiene lontani gli uccelli dai grappoli. Tra una collina e l’altra, le aziende familiari accolgono i visitatori nelle proprie cantine: occasioni per assaggiare i vini e capire come esposizione, suolo e scelte di produzione possano cambiare il risultato nel bicchiere.
Spumanti e scuole di viticoltura: una storia di sperimentazione
La tradizione della Štajerska comprende anche esperienze pionieristiche. A Gornja Radgona, nel 1852, venne prodotto il primo spumante sloveno: una storia che continua nelle cantine della località.
Alle pendici del Pohorje, la tenuta di Meranovo racconta invece il contributo dell’arciduca Giovanni d’Asburgo, che acquistò la proprietà nel 1822, introducendo nuove varietà e metodi di coltivazione. Nel 1832 vi nacque la prima scuola di viticoltura della Stiria.
È anche attraverso questi luoghi che si può conoscere la regione premiata da European Best Destinations: entrando nelle cantine, incontrando i produttori e seguendo le strade che collegano le città ai vigneti. Lo Šipon dell’apertura è un buon punto di partenza; il viaggio può continuare con la Ranina, specialità locale, e con le diverse interpretazioni dei bianchi che caratterizzano la Stiria slovena.
Informazioni su cantine, esperienze e ospitalità:
