Destinazione Verona & Garda Foundation | 26 Marzo 2025
Giornata dell’Albergatore 2025: verso un turismo più sostenibile e accessibile senza confini né barriere
Esperti e operatori del settore a confronto su innovazione, certificazioni e nuove sfide. Tra gli ospiti, Destination Verona Garda a sostegno della sostenibilità secondo lo standard globale del GSTC per le imprese turistiche
Verona, 26/03/2025. L’elevata affluenza di partecipanti ha dimostrato come la nuova edizione della Giornata dell’Albergatore Veronese tenutasi ieri, martedì 25 marzo 2025 presso il Centro Congressi ed Eventi di Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel & SPA, sia ancora una volta l’occasione ideale per inaugurare insieme agli operatori alberghieri del territorio una nuova stagione all’insegna dell’ospitalità.
Attraverso una serie di interventi mirati, più di 150 albergatori e operatori di settore hanno avuto l’opportunità di conoscere un’anteprima di quelle che saranno le tendenze del turismo, i nuovi progetti e le strategie di gestione della destinazione. Tra le tematiche, il focus si è incentrato su aspetti impossibili da trascurare quali la sicurezza, perché come affermato da Massimiliano Schiavon, Presidente Federalberghi Veneto: “Nonostante la pratica del check-in online, dietro vi sono ancora persone con esigenze proprie e non soltanto numeri astratti.” A ciò ha fatto seguito, una riflessione sull’introduzione dell’intelligenza artificiale, per agevolare tutte quelle azioni burocratiche e attrarre maggiormente un pubblico giovane; la gestione del personale, una panoramica sui dati, e soprattutto il tema della sostenibilità.
A tal proposito, l’evento ha visto la partecipazione della Fondazione Destination Verona Garda con un panel interamente dedicato al tema della sostenibilità e dell’accessibilità, con l’obiettivo di diffondere consapevolezza sulla Certificazione GSTC, uno standard internazionale che costituisce la base per il raggiungimento di un turismo responsabile. Durante il talk, il valore della responsabilità dinnanzi le sfide ambientali è emerso più volte tra i relatori come Federica Bosco, Sustainable Tourism Manager per Etifor Valuing Nature e Vice Chair GSTC Italy Working Group:
“La Fondazione ha deciso di dotarsi di un piano strategico sulla sostenibilità che porterà alla certificazione GSTC come prima destinazione veneta su tutta la provincia e tra le poche in Italia. Lo standard GSTC presenta alcune caratteristiche che lo rendono il migliore per garantire la sostenibilità e la qualità dell’offerta turistica. Rispetto alle motivazioni che spingono un’impresa verso la sostenibilità, la più alta è quella della responsabilità in quanto gli scenari ambienti ci mostrano quanto sia di elevata importanza non sottrarsi a questa spinta. Vi è anche il tema del miglioramento della gestione, nel caso della destinazione il sistema GSTC permette di creare una rete di connessioni e ottenere impatti positivi dal punto di vista ambientale e sociale. [..] In questo momento è importate affidarsi ad uno standard internazionale come il GSTC perché, nonostante le diverse opzioni, è un’iniziativa globale nata per volontà pubblica e civile; quindi, i princìpi non sono ingegneristici ma derivano dalla tecnica turistica.”
Si tratta di un percorso da intraprendere insieme alla comunità locale, permettendo di creare una community con attori e partner internazionali. L’alto livello di qualità è dato da una Certificazione terza parte accreditata dunque, sinonimo di affidabilità e garanzia. Nel concreto, la fase più importate riguarda il coinvolgimento del territorio del Veneto per allineare gli operatori. Attraverso una fase di monitoraggio dei dati forniti dagli operatori stessi, si redigerà un quadro completo per verificare i punti forti e gli impatti negativi, i rischi e le opportunità della destinazione col fine ultimo di redigere un Piano Strategico.
Come affermato da Stefania Zanuso, consulente su turismo sostenibile e componente del Board GSTC Italy Working Group:
“Molte strutture non sono consapevoli del loro potenziale; pertanto, l’ottenimento di una certificazione diventa fondamentale per valorizzare quei processi sostenibili già adottati all’interno dell’azienda, e vederli così riconosciuti a livello mondiale. Il mercato chiede attenzione per far sentire l’ospite parte attiva di un cambiamento.”
In chiusura del panel, Roberto Vitali, consulente in ospitalità accessibile co-fondatore di Village for all – V4A® afferma che:
“La Dichiarazione di Accessibilità è limitata ad alcuni aspetti che non rendono comunque accessibile gli spazi all’utente, come banconi troppo alti, bagni poco funzionali sebbene a norma, arredamento delle stanze fuori dalla portata di ospiti in sedia a ruota, e ancora altri esempi che non rendono l’esperienza accogliente per l’ospite. Bisogna prendere atto che le disabilità non vanno in vacanza e la persona continua ad avere esigenze di cui, ad ora, la qualità non tiene conto. Infatti, la disabilità si manifesta in un ambiente sfavorevole e dal momento che l’essere umano è destinato a invecchiare è necessario passare dal concetto di disabilità a quello di esigenze di accessibilità.”
Nel corso della scaletta, anche la presentazione del Verona Garda Convention Bureau, la nuova realtà congressuale all’interno della rete regionale Venice Region Convention Bureau, dedicata al viaggiatore business per raggiungere un’unicità del territorio e ideare una sfida a lungo termine dove ogni operatore ha la possibilità di dare il proprio contributo. Tra i ruoli quello di facilitare le strategie al servizio del territorio per uno sviluppo economico dell’intero circuito del turismo, ma anche per fornitori indiretti come il mondo della ricerca e dell’industria.
Il Direttore di Destination Verona Garda, Luca Caputo, nelle vesti di moderatore, ha espresso le sue considerazioni sul panorama turistico e le relative sfide come la gestione e l’organizzazione dei turisti:
“Il grande tema non è pensare a cosa accadrà nella prossima stagione, ma cosa vogliamo essere come territorio da qui per i prossimi anni. È una sfida di concreta coscienza in cui tutti dobbiamo essere protagonisti. Non dobbiamo aspettarci che qualcuno porti un modello sul territorio e lo imponga, ma possiamo invece lavorare affinché i discorsi di ognuno e la nascita del Convention Bureau contribuiscano a far sì che nessuno si senta chiamato fuori.”
Ufficio stampa:
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