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The Bahamas | 8 Giugno 2026

Bahamas, dove i pirati lasciarono il segno

BMOTIA

Nassau e le Bahamas: il cuore sommerso dell’Età d’Oro della Pirateria
Dove i pirati lasciarono il segno

La notizia in primo piano: Il 4 giugno 2026, un team internazionale di archeologi subacquei ha annunciato la scoperta di sei relitti risalenti tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo nelle acque attorno a New Providence, Nassau. Tra i reperti recuperati figurano cannoni girevoli, un cannone in ferro, 25 palle da moschetto in piombo e una pietra per affilare le spade: testimonianze silenziose di abbordaggi e battaglie che fecero tremare i mari.

Il mare delle Bahamas non dimentica; ancor più: custodisce. Sotto le sue acque cristalline, tra fondali di sabbia bianca e coralli millenari, riposavano segreti che oggi sono tornati in superficie: 6 relitti emersi dal silenzio dell’oceano riaccendono i riflettori su Nassau e sulle isole delle Bahamas, teatro dell’Età d’Oro della Pirateria — un’epoca leggendaria che, lontano dall’immaginario cinematografico, fu storia vera, spietata e affascinante.

La Repubblica dei Pirati: Nassau come non l’avete mai vista    
Fondata attorno al 1670 come porto commerciale, Nassau divenne entro la fine del Seicento il rifugio più ambito e temuto del mondo: la Repubblica dei Pirati. Tra le sue strade polverose e i suoi vicoli affacciati sul porto si aggiravano Barbanera (Edward Teach), Calico Jack Rackham, Henry Avery e Anne Bonny — quest’ultima travestita da uomo insieme all’altra piratessa Mary Read. Alle Bahamas, con i loro 700 isolotti e le acque basse che scoraggiavano le navi da guerra britanniche, offrivano il nascondiglio perfetto per organizzare le razzie lungo le rotte commerciali più trafficate dell’Atlantico.
La svolta arrivò nel 1718, quando il re d’Inghilterra inviò Woodes Rogers come Governatore Reale con un mandato chiaro: ripristinare l’ordine o impiccare chi si opponeva. Trecento pirati accettarono l’amnistia; gli altri — tra cui Barbanera — fuggirono. Nassau tornò alla Corona, ma la leggenda rimase impressa per sempre nelle pietre, nelle acque e nei silenzi dell’isola.

I luoghi e le esperienze per rivivere la storia dei pirati
Nassau custodisce ancora oggi i segni di quell’epoca. Visitarla significa camminare lungo le stesse strade percorse dai corsari, scrutare lo stesso orizzonte da cui arrivavano le navi mercanti da depredare:

  • Museo dei Pirati a Nassau: Una ricostruzione vivida della vita dei pirati: abiti, armi, gerarchie di bordo e storie reali raccontate in modo coinvolgente, per immergersi nell’atmosfera dell’Età d’Oro senza filtri.
  • La statua di Woodes Rogers si erge orgogliosamente davanti al British Colonial Hilton
  • Fort Charlotte: La fortezza settecentesca che domina il porto con le sue mura e i cannoni puntati verso il mare. Racconta le strategie difensive contro gli assalti navali e rivela quanto Nassau sapesse anche difendersi, non solo attaccare.
  • Fort Fincastle: Costruito per proteggere la città dagli assalti provenienti dall’oceano, sorge su un’altura con vista panoramica. Una sentinella di pietra che sorveglia ancora oggi le acque che un tempo nascondevano i vascelli dei pirati.
  • New Providence: L’isola che fu il cuore pulsante della Repubblica dei Pirati. È qui che si decidevano le rotte, si dividevano i bottini e si stringevano alleanze pericolose. Oggi è possibile ripercorrerne i luoghi storici in autonomia o con guide specializzate.
  • Le acque attorno a Nassau: Oggi paradiso mondiale per immersioni e snorkeling, queste stesse acque cristalline furono teatro di abbordaggi, battaglie navali e naufragi. Sono le acque dove, tre secoli dopo, i sei relitti appena scoperti attendevano di essere ritrovati.

Le famiglie apprezzeranno un divertente tour guidato in jeep a tema pirati,  mentre per una pausa rinfrescante c’è la birra di Pirate Republic Breawing Company Taproom proprio lungo la strada intitolata a Woodes Rogers. Gli amanti dell’insolito e dell’oggetto ricercato troveranno soddisfazione da Coin of the Realm che propone una vasta scelta di monete d’oro e d’argento appartenenti alla corona spagnola, ma anche all’antica Roma e Grecia reinterpretate in magnifici gioielli.

A Freeport sull’Isola di Grand Bahama invece, l’imperdibile Bahamas Maritime Museum racconta la storia del naufragio del galeone spagnolo Nuestra Señora de Las Maravillas.

Tesori nascosti: le leggende non muoiono mai
Secondo la tradizione, il pirata britannico William Catt avrebbe seppellito parte del suo bottino su Cat Island, mentre Sir Henry Morgan — il più celebre dei corsari privati al servizio della Corona inglese — avrebbe disseminato tesori nascosti su più isole dell’arcipelago. Leggende, certo. Eppure, la scoperta dei sei relitti avvenuta ieri dimostra che il fondo del mare delle Bahamas non ha ancora finito di svelare i suoi segreti.

Gli esperti di Wreck Watch, organizzazione specializzata nello studio dei naufragi storici, ritengono che molte delle imbarcazioni ritrovate siano state deliberatamente incendiate dai pirati stessi dopo il saccheggio, per cancellare le prove e impedire alle autorità di recuperare il bottino. Un atto finale di sfida, perfettamente coerente con lo spirito di uomini e donne che non accettavano regole.

IMMERGERSI NELLA STORIA: I MIGLIORI SITI DI WRECK DIVING ALLE BAHAMAS

I sei relitti appena scoperti non sono i soli a giacere nelle acque delle Bahamas. L’arcipelago custodisce uno dei più straordinari patrimoni sommersi dei Caraibi, accessibile a subacquei di ogni livello.

Nassau / New Providence — Tutti i livelli

Le acque attorno a Nassau custodiscono relitti per ogni livello di esperienza, inclusi i celebri “James Bond Wrecks” usati come set cinematografici. Tra i siti più frequentati: il David Tucker II (ex nave della Guardia Costiera USA affondata a scopo ricreativo) e la Bahama Momma, entrambi a 15–27 metri di profondità e ricoperti di spugne e coralli. Stuart Cove’s Dive Bahamas è il principale operatore locale.

Bimini — Principianti e snorkeler

A soli 50 miglia da Miami, Bimini ospita la SS Sapona, un piroscafo da carico affondato durante un uragano che emerge parzialmente in appena 4–5 metri d’acqua: ideale per snorkeling e prime immersioni. Lungo le acque aperte del Gulf Stream è anche possibile immergersi con squali martello e squali seta (info).

Eleuthera — Intermedi e avanzati

L’isola meno affollata delle Bahamas nasconde la “Wreck Alley”: oltre 40 relitti catalogati tra scogliere calcaree, grotte e passaggi subacquei. Visibilità fino a 60 metri, acque tra i 24 e i 29°C da marzo a ottobre. Per chi ama esplorare lontano dalla massa (info).

Grand Bahama / Freeport — Avanzati

I fondali di Freeport ospitano un freighter da 70 metri affondato intenzionalmente da UNEXSO nel 1982, oggi ricoperti di coralli e popolato da cernie, murene e razze. Ideale per immersioni di penetrazione in acque con visibilità eccezionale.

 

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